Recensione
Phonetilosophy Ryota Kanasaki
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elettronica/ambient minimali Voti redazione e staff

Ryota Kanasaki

Phonetilosophy

Koyuki sound

E' proprio vero che con la Koyuki iniziamo ad andare sul sicuro, la certezza è quella di avere a che fare con progetti di "limite" sia per chi compone sia per chi dall'altra parte ascolta, ed è sicuramente un pregio specialmente se a questo si aggiungono nuove mappature al panorama dei microsuoni e inoltre tutt'altro che prevedibili.

E' il caso di Phonetilosophy mini-suite dell'artista Ryota Kanasaki, ventidue minuti in tutto lasciati ad un unica fonte la voce umana qui utilizzata come un vero e proprio strumento. Le potenzialità espressive del mezzo sono molte come sappiamo e non è necessario che si facciano uso solamente di parole o fraseggi, le complessità del suono qui sono lasciate alla semplice modulazione di tono, regolate per lunghezza e tensione dalle corde vocali, fatte interagire con l'aria della laringe o articolate nello schioccare della lingua sul palato, sulle guance o sulle labbra con lìobbiettivo di evidenziare o indebolirne il timbro.

Il suono diventa così oggetto e l'esperienza - allo scorrere di queste quattro tracce - diventa notevole, mai avremmo potuto immaginare tale fluidità e tanto memorabile collage.

La questione va oltre l'indagine, nessuna documentazione forzata nei confronti della materia, tutto si cristallizza, si riempie di sfumature e diventa forma, cucita tagliata e curata ma prima di tutto narrata.

Estesi i parametri di lettura e superate le barriere comuni il suono arriva a diventare inno alla bellezza scultorea.Notevole.

(7.0/10)

Scheda: Ryota Kanasaki

Pubblicazione: 10 Novembre 2009

File under: elettronica/ambient minimali

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