Recensione
L'inconcepibile Misero spettacolo
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folk-rock-popolare Voti redazione e staff

Misero spettacolo

L'inconcepibile

Zeta Factory

Non si capisce se il percorso intrapreso dai Misero spettacolo con L'inconcepibile sia indirizzato verso una canzone d'autore con inflessioni etniche (le cadenze cubane di 78 mesi) o dalle parti di un Ligabue autore di ballate (Il Ponte dei Sospiri), tra le braccia un rock dozzinale (Delitto e castigo) o su un palco sanremese (Il gioco delle parti), vicino a certa elettronica ad ampio spettro (La maculata di Laura) o nei paraggi di un folk à la Modena City Ramblers (La druda e il soldato). Ciò che è certo è che le pretese sono molte – più di un'ora di musica per quindici tracce totali, tra cui una “Trilogia del mare in tre atti” – e la carne al fuoco troppa, senza che alla quantità si affianchi una qualità altrettanto evidente.

Dovessimo valutare un disco dalle capacità di chi suona vi diremmo forse che la band bolognese si impegna e non poco per dare di sé un'immagine artisticamente consona, riuscendo pure a far funzionare qualcosa. Il problema è che le variabili fondamentali per la buona riuscita di un prodotto musicale coinvolgono concetti come la personalità, il carattere, l'originalità e non il gesto tecnico, tanto più in un mercato discografico abnorme come quello in cui ci troviamo ad operare.

Tutte cose che fatichiamo a cogliere in un'opera che suona “stanca” fin dalla copertina.

(5.0/10)

Pubblicazione: 28 Ottobre 2009

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2009)

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