Recensione
30:40 Goose
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pop-rock Voti redazione e staff

Goose

30:40

Seahorse Recordings

Ci mancava solo la band indie con le crisi di identità da over trenta. Per di più capitata a uno che con quel tipo di crisi ci convive tutti i giorni e nemmeno troppo serenamente. Si, perché il 30:40 del titolo starebbe ad indicare il passaggio critico dagli -enta agli -anta (sorta di vero e proprio concept per il disco), vissuto come un momento utile per tirare le somme – quasi sempre poco soddisfacenti – o magari soltanto per riflettere sul vissuto fin lì condotto.

Fortuna che i Goose sono artisti abituati a vedere tutto con leggerezza, a masticare tematiche importanti con piglio ironico, a non prendersi troppo sul serio anche quando la situazione non è delle migliori. Grazie a scelte musicali che ne sottolineano l'approccio easy ma non superficiale, in bilico tra rock di impronta Pearl Jam (Sogna) e country svogliato (La vita a trentaquattro anni), power pop (Qui per te) e ballate in stile Perturbazione (Quando ero felice), parentesi elettroacustiche senza pretese (Indietro) e fingerpicking della buona notte (Neve). Vengono in mente i Mr Brace, se non nei suoni almeno nell'approccio, anche se qui l'ironia è meno manifesta e più sottile. Sostenuta da testi che parlano di quotidianità e odorano di canzone d'autore, significativi nella loro essenzialità e ben lontani dall'apparire noiosi o eccessivi.

Insomma la seconda fatica dei Goose è un bel disco. Un'opera democratica – perché non pretende conoscenze specifiche da parte di chi ascolta – e fondamentalmente popolare, ma assemblata con intelligenza e acume.

(7.0/10)

Scheda: Goose

Pubblicazione: 29 Ottobre 2009

File under: pop-rock

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