Recensione
Savana Appaloosa
Cover image
electro math Voti redazione e staff

Appaloosa

Savana

Urtovox

Bookmark and Share Gallery

Un terzo di furia, un terzo di calcolo, un terzo di goliardia. Poi, siccome le somme in questi casi trascendono l'unità, aggiungete un pizzico di delirio e un'oncia d'imponderabile. Ecco, più o meno, quel che sembrano gli Appaloosa atto terzo: una compagine solida e screanzata al servizio di un estro funk-wave dalla strana drittezza che diresti dance, con una febbre acida annidata nei morsi dei due bassi e delle chitarre e tra le sciroppose aperture spacey. Divertirsi aggrappandosi alla fregola d'un groove non sembra affatto un movente da poco, meglio se la collusione ritmico-armonica è di quelle che ti spettinano con serrata baldanza (Genny, Civilizzare) o ti provocano spasmi spezzettati come math-funk irriguardosi (i connubi tra Shellac e Parliament di Bostongigi e Tg).

Il cuore del programma cela poi sorprendenti escursioni che diresti ereditate da attitudini funk-soul cosmicheggiante Zero 7 (Mons Royal Rumble), per non dire dei garruli orientalismi in passo marziale come certi spurghi Flaming Lips di Chinatown Panda e del pulsante sfrigolio techno-industrial della title track. L'effetto è disturbante, come un viaggio su un ascensore supersonico che ti porta al piano prestabilito attraversando due o tre corti dei miracoli. Partecipano al baccanale tra gli altri Andrea Appino degli Zen Circus (in Glù) e Giulio "Ragno" Favero ad incisione e missaggio.

(7.2/10)

Scheda: Appaloosa

Pubblicazione: 04 Novembre 2009

File under: electro math

| Archivio
Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2009)

Rss
copertina pdf #91