Recensione
Semper Biot Edda
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musica d'autore Voti redazione e staff

Edda

Semper Biot

Niegazowana

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Vorremmo parlare di Stefano “Edda” Rampoldi diversamente da quanto verrebbe da fare leggendo la sua biografia. Lasciando perdere cioè i problemi di tossicodipendenza superati dall'ex front-man dei Ritmo Tribale e quell'immagine da sopravvissuto che l'assenza prolungata dalla scene da una parte e la mitologia spicciola dall'altra tendono ad affibbiargli. Quasi fosse un nuovo profeta di una qualche strana religione e non un “ragazzo” di più di quarant'anni con una vita alle spalle notevole e tragica al tempo stesso. Anche perché abbiamo tra le mani un disco che parla per lui e dice che altro modo di ripresentarsi non ci poteva essere. Così lontano nei suoni e nell'approccio dalla giovinezza sconvolta della band che in passato gli ha dato notorietà e l'ha infine costretto a mollare tutto, ma anche legato indissolubilmente a un percorso musicale oggi affrontato quasi sottovoce. Con l'obiettivo di conciliare l'equilibrio ritrovato con le passioni di un'anima “sempre nuda” che a distanza di anni non ha perso un grammo della sua poetica.

Dodici tracce acustiche, in cui si respira una tensione emotiva terrificante stemperata soltanto in parte dai contributi di Andrea Rabuffetti, Taketo Gohara, Walter Somà - quest'ultimo co-autore con Edda della maggior parte degli episodi in scaletta – e del violino di Mauro Pagani. Brani in cui si respira l'India Krishna così cara al musicista (Yogini) ma anche un esistenzialismo autobiografico spietato (Amare te, Io e te, Milano), su uno stile vocale spesso sopra le righe e vicino a certi teatri di Demetrio Stratos. C'è il passato di Edda in Semper Biot, ci sono le paure e c'è la spiritualità, ma ci sono anche gli anni novanta degli esordi. Con la loro complessità, la materialità sofferta e il peso specifico della sostanza contrapposta alla forma fin troppo leggera che si coglie in certe nuove leve figlie dell'inconsistenza del virtuale. A dar voce a un ritorno inaspettato e sorprendente che qualcuno si azzarda già a chiamare commiato.

(7.6/10)

Scheda: Edda

Pubblicazione: 25 Ottobre 2009

File under: musica d'autore

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