Recensione spot
Cover image
Genere

lo-fi

Data di uscita

Novembre 2009

Pubblicazione

03 Novembre 2009

Half-handed Cloud

Cut Me Down & Count My Rings

Asthmatic Kitty Records

Un disco composto da 46 tracce lo-fi di un minuto, fatte di frammenti; un disco di facili melodie indie-pop. Può sembrare un’opposizione irrisolvibile, eppure Cut Me Down & Count My Rings, summa della produzione di John Ringhofer dal 2000 al 2009, contiene entrambi i mondi nella stessa misura.

Il primo elemento di questa sintesi disgiuntiva ci fa subito pensare a Captain Beefheart e al suo Trout Mask Replica; in effetti Ringhofer, mente e braccio di Half-handed Cloud, ha qualcosa di Van Vliet; ma qui abbiamo una musica di punti senza contrappunti, concettualmente identica e opposta a quella della faccia di trota. I brani sono degli sketch multipli, e la brevità ne è testimonianza. Hanno una schizofrenia melodica che ricorda per certi versi il modo di arrangiare del David Thomas di Monster Walks the Winter Lake. E probabilmente questo è un disco che interesserebbe moltissimo a Thomas. Così come a tanti fan dell’obliquità. Ma, ancora, Was He Really Doubting ricorda i Pavement, nel tipo di melodie, con perturbazioni che citano gli Animal Collective e un modus operandi patafisico.

Tutto il disco è una proliferazione di melodie talmente accumulate che è impossibile ricondurle a un baricentro melodico. Eppure sono docili linee vocali che ce la fanno cercare, la pietra angolare, in ogni canzone. Come se i cut-up dei Fiery Furnaces (Once, Twice, Seven Times a Werewolf) fosse virato in un flusso di continua permutazione che crea cacofonia, a forza di continuare a installare microstrutture su microstrutture, tutte da canzone pop e tutte acustiche, con quel poco di suoni quasi glitch e una mini-sezione di fiati modello fagotto.

E quando per Bees Are Trying To Build Their Nest In You segue le regole della canzone melodica e leggera, John riesce a rifarsi felicemente alla tradizione indie-pop più giocosa, con tanto di tuba e diamonica. Cut Me Down & Count My Rings viene dall’indie-pop e nell’indie-pop lavora, ma corrodendolo dal di dentro, come se la corrosione partisse dal centro del metallo. Un disco che va direttamente ai posteri.

(7.6/10)

| Archivio
Gaspare Caliri
Gaspare Caliri (Album 2009)