Recensione
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Genere

folk rock blues

Data di uscita

Novembre 2009

Pubblicazione

02 Novembre 2009

Will Johnson, Jason Molina

Molina & Johnson

Secretly Canadian

L'uscita programmata per il 2 novembre sembra parecchio azzeccata per un disco non proprio garrulo anzi piuttosto cimiteriale. Del resto, da un'accoppiata del genere non c'era da attendersi un lavoro da far suonare alla vostra festa di compleanno. Uno dei due è Will Johnson, chitarrista e cantante dei Centro-Matic, l'altro è Jason Molina e non c'è bisogno di presentazioni. Si firmano senza fronzoli cioè mettono uno dietro l'altro i loro cognomi, non stanno neanche a perdere tempo ad inventarsi un titolo per l'album, quindi sfornano quattordici tracce folk rock con venature gospel e blues, perlopù minimali, contrite, solenni come può esserlo chi ha ficcato lo sguardo nell'abisso e non ci ha trovato nulla di carino.

Se pensate ad un ritorno di Molina sugli antichi sentieri Songs:Ohia, in parte è così, però in tal senso i segnali più intensi e compiuti gungono da pezzi interpretati da Johnson, vedi la cartilaginosa Lenore's Lullaby (forse il pezzo migliore del lotto) o quella Almost Let You In impreziosita da cori in stile CSN. Il buon Jason prova a snocciolare qualche afflizione delle sue, ma ne viene fuori tra il compunto e il sostenuto (Each Stars Marks A Day, For As Long As It Will Matter) quando non fuori fuoco (The Lily And The Brakeman), riuscendo meglio in un folk blues dalla bella semplicità come 34 Blues, come se l'esperienza Magnolia And Co. fosse di quelle senza biglietto di ritorno.

Tocca rivolgere di nuovo l'attenzione sulla voce legnosa e indolenzita di Will Johnson dunque, per riferire della marcia claudicante e aspra di What You Reckon, What You Breathe che non fa rimpiangere il Will Oldham più asciutto (il violino nel finale è un'autentica fatamorgana desertica) e quella All Gone, All Gone che rimanda direttamente ai Black Heart Procession un po' per la sega sonora e malgrado il febbricitante intervento della vocalist Sarah Jaffe. Il disco in definitiva non è male, caracolla tutto sommato agile attraverso la propria stessa gravità, calcolando lo spessore dello sconforto che ognuno si porta dentro. Chi più chi meno.

(6.8/10)

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2009)