Recensione
Season Of The Sparks Adrian Crowley
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songwriting, chamber folk Voti redazione e staff

Adrian Crowley

Season Of The Sparks

Chemikal Underground Records

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Quinto album in carriera e primo su Chemikal Underground, Season Of The Sparks vede il songwriter irlandese Adrian Crowley raccogliere le fila del suo cantautorato intimistico.

Una vena melodica e canzoni che rimandano prettamente da una parte, come atmosfere e vocalità, ai classici Leonard Cohen, Robert Wyatt e Lee Hazlewood, dall’altra si estendono fino a lambire territori vicini a un Bill Callahan, ma con maggiore solarità e ad un Antony per pathos nonché all'Arab Strap Aidan Moffat.

Immerso totalmente in atmosfere bucoliche e pastorali dedicate alla sua terra, con liriche che vanno così a formare un concept, il disco si pone tra canzone d’autore e chamber folk; viola, violoncello, harmonium, mellotron creano atmosfere rarefatte e sospese, tra ballad, pezzi stratificati che richiamano il Brian Eno solista dei primi anni ’70, citazioni (l’omaggio a Ivor Cutler in Squeeze Bees) e in generale una scrittura personale che ben tiene insieme il tutto, facendo assomigliare Crowley solo a se stesso ormai.

Season Of The Sparks è allora un album che conferma la crescita di un autore interessante che merita visibilità.

(7.2/10)

Scheda: Adrian Crowley

Pubblicazione: 05 Novembre 2009

File under: songwriting, chamber folk

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