Recensione
Love And Curses Reigning Sound
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american rock Voti redazione e staff

Reigning Sound

Love And Curses

In The Red Records

Greg un tempo Oblivians e ora semplicemente Cartwright è uno che, per dirla in breve, se ne fotte altamente delle logiche di mercato e si prende il tempo che vuole per far uscire dischi. Semplicemente, li fa quando gli vengono. E così non è raro assistere ad uno iato quinquennale come quello che divide questo comeback dal precedente Too Much Guitar. Così come non è strano immaginare, ad ogni nuova uscita, una linea continua e sottotraccia tra le mille esperienze seminali che il nostro ha disseminato nell’ultimo ventennio.

Ecco così che le song targate Reigning Sound possono essere lette come il versante moody & melancholic (parole sue) dell’Oblivians sound. Tanto quelle erano sguaiate e grezzamente garage-punk queste sono potenti e melodiche, intrise di umori sixties, spezie rhythm’n’blues, armonie soul spesso e volentieri virate – come da titolo – verso il topos amore/maledizioni. Ovvero, il nucleo per certi versi centrale del suono tradizionale dell’american rock pre-esplosione punk. E tradizione è proprio l’altra chiave per interpretare non solo questo disco o questo progetto, quanto l’intero percorso musicale di Cartwright.

Il piglio è dunque sempre combattivo e aggressivo (Is It True? è la hit che gli Strokes non scriveranno mai), mai ossequioso o riverente anche quando va di traditional (Banker And A Liar), ma addirittura sbruffone in alcuni casi (Dangerous Game, rifacimento personalizzato del contributo dato all’omonimo comeback della ex Shangri-La Mary Weiss) ma la tavolozza di colori usata da Greg è talmente ampia nel ripercorre in lungo e in largo i ’60 che finisce quasi col tributare un omaggio ai suoni dell’infanzia non solo sua, ma anche di una intera nazione.

(7.0/10)

Scheda: Reigning Sound

Pubblicazione: 20 Ottobre 2009

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