Recensione
Self Titled Gerda
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post-hc Voti redazione e staff

Gerda

Self Titled

Bloody Sound Fucktory

Ritorna il combo forse più disturbante e incompromissorio delle Marche rumorose con una mezzora di viscerale post-hardcore devastante. Se rimaniamo convinti che ci sia del marcio in quel fazzoletto d’Italia, altrettanto certi siamo del fatto che ad animare la formazione jesina sia una rabbia furibonda e primordiale, ferina e incontrollabile.

Cinque pezzi untitled che sono un urlo munchiano senza soste né possibilità di redenzione non solo per chi ascolta ma soprattutto per chi suona. Certo, non di solo screamo vive questo omonimo vinile (+ cd, come da prassi), perché sarebbe limitativo e banale, visto il passato della band. E così riecheggia, tra brutalità da dopo hardcore svedese (altezza Breach) una tendenza alla dilatazione disperata e alienante che si riverbera negli spasmi dei pezzi del lato b. La tensione sembra allentarsi specie negli 11 minuti di 04, che parte pestona e greve per poi diluirsi in contrazioni quasi psycho-sludge, ma è un falso allarme: la cieca e iconoclasta furia della conclusiva 05 riconduce i Gerda sul loro terreno. Quello di portabandiera del dopo hc italiano.

(6.8/10)

Scheda: Gerda

Pubblicazione: 20 Ottobre 2009

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2009)

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