Recensione
The Science Of Chaotic Solutions Chaos Physique
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kraut-psych-noise Voti redazione e staff

Chaos Physique

The Science Of Chaotic Solutions

Jestrai Records

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Dici Amaury Cambuzat e pensi Ulan Bator e Faust. Ovvero post-rock liquido, kraut destrutturato e sperimentazioni sulla stratificazione dei suoni. Pił che un'opinione, una questione di assiomi e di teoremi dimostrati, per chi ci sta dentro. Tanto che nell'ennesima trasfigurazione sonora del musicista francese – questa volta sono della partita Diego Geko e Pier Mecca – si arriva a parlare apertamente di “scienza”.

“Fisica del caos”, per essere precisi, che in termini pił prosaici e meno ad effetto significa unire alle solite dilatazioni oniriche – riprendetevi anche l'ultimo Marigold Tajga (Acid Cobra, 2009) a cui Cambuzat ha prestato chitarre e produzione, se volete farvi un'idea dello stile – una quadratura cosmica Neu! (Spaghetti Frogs) e una psichedelia fatta di landscapes elettrici (Jeaux De Promesses). Materiale che trasforma il post-rock di base del Cambuzat-pensiero nei tredici minuti in riverbero di Socraterock, nel noise intorpidito di Arum Titan, nel crescendo indistinto Carla Bozulich via For Carnation di Cul De Sac. Tra chitarre, voci sommerse e una cassa in quattro quarti statica ma inarrestabile.

Pił che di caos, insomma, si parla di un fluire ricercato in cui si innestano particolari sonori capaci di razionalizzare la natura dispersiva dei suoni in un'inquietudine che sa di mesmerico e universale. Lontana, tuttavia, dal perdersi o dal suonare autoreferenziale, nonostante – o forse proprio per quello – i soli cinque giorni impiegati dai musicisti per registrare le otto tracce di questo The Science Of Chaotic Solutions.

(7.3/10)

Scheda: Chaos Physique

Pubblicazione: 16 Ottobre 2009

File under: kraut-psych-noise

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Fabrizio Zampighi (Album 2009)

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