Recensione
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Genere

canzone d'autore

Data di uscita

Ottobre 2009

Pubblicazione

17 Ottobre 2009

Fra due isole

Pippo Pollina

Storie di note

Nuovo disco dal vivo per Pippo Pollina a tre anni da cd-dvd Racconti e canzoni che documentava un tour teatrale dove il cantautore siciliano portava i suoi pezzi ad interagire con gli scampoli teatrali della cantattrice Serena Bandoli. Questa volta il dialogo è con gli arrangiamenti orchestrali dell'Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Zurigo diretta da Massimiliano Matesic, progetto riepilogativo di venticinque anni di attività che dalla seconda metà degli anni ottanta ad oggi ha sfornato una quindicina di dischi di buon cantautorato italiano per lo più tradizionale rinforzato da tanta passione civile – Pollina, siciliano d'origine, è emigrato in Germania per cercare (e trovare) fortuna dopo una prima esperienza musicale negli Agricantus e un'altra, fondamentale, in campo giornalistico accanto al reporter antimafia Giuseppe Fava ucciso dai boss nel 1984.

Si sa che esperimenti del genere (i cosiddetti “matrimoni” tra pop e classica) danno solitamente parecchi motivi per storcere il naso. Spesso l'intento è più "battesimale" che artistico, con la musica leggera ad immergersi nel fiume sacro della classica e quest'ultima a stendere il proprio manto pietoso su un mondo sonoro che a suo dire non potrà mai arrivare agli stessi livelli. A dirla tutta però è spesso la classica a non cogliere del tutto la leggerezza, formale prima che contenutistica, della musica popolare e se molti esperimenti fino ad oggi sono crollati sotto il peso insopportabile del peggior kitsch il motivo è che anche il pop ha una sua grammatica che merita cura e rispetto.

Discorso comunque lungo e meritevole di un approfondimento in separata sede, ma non del tutto valido per la coppia Pollina-Matesic. Fra due isole infatti dosa al meglio la propria componente classica, limitando l'Orchestra ad un compito in alcuni casi di mero accompagnamento (Marrakesh) e in altri di nuova ambientazione di canzoni perfette all'uso (gli accenti klezmer di Sambadiò). In generale però è proprio il canzoniere di Pollina, estremamente italiano (dunque melodico) e dalla scrittura a tratti teatrale e vocalmente vigorosa (Due di due), a risultare adatto ad un trattamento di violini, fiati e via dicendo. Per Matesic dunque compito non troppo difficile, ma condotto al meglio, in primis per la scelta saggia di aggiungere solamente una batteria all'orchestra e alla chitarra del titolare. Il quale si dimostra ancora una volta a suo agio anche in campi non del tutto famigliari.

(6.5/10)

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