E' irruenza giovanile che si cristallizza, quella che leggiamo nella seconda prova dei Damien*. Un imborghesimento portato a termine senza grosse crisi di identità, rubacchiando qualche sussulto agli Strokes (Softcore e Confidants) e contando sulle stesse chitarre sotto speed (On Ice) già utilizzate in passato. Viene da pensare che da un lato si vivacchi un po' troppo di rendita sulle buone capacità di scrittura messe in mostra ai tempi dell'esordio Mart/Art (Suitside, 2008) e dall'altro si corra il rischio di essere assorbiti dal mare magnum delle produzioni sul genere che quotidianamente intasa un mercato discografico saturo come il nostro. Un universo parallelo, quest'ultimo, in cui guardarsi allo specchio per un momento può significare perdere il bandolo della matassa.
La band pesarese dimostra ancora una volta di saperci fare quando si tratta di collezionare saltelli vigorosi e battere da dancefloor su melodie uncinanti ma dimentica che a maneggiare certo post-punk/wave ci si può anche scottare. Che ritrovarsi avvinghiato a una “maniera” un po' soporifera nonostante buone capacità espressive non è cosa difficile, soprattutto in un genere in cui a uno sgambettare adolescenziale non corrisponde, sempre, una florida creatività. Si coglie un passo in avanti rispetto al primo disco, in primis nella cura dei dettagli tecnici – suoni e arrangiamenti –, ma è un alzare la voce in un dialogo di cui si conoscono quasi tutte le battute a memoria.
(6.8/10)
Scheda: Damien*
Pubblicazione: 15 Ottobre 2009
File under: post punk_wave
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