Recensione
After Robots Blk Jks
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afro-rock Voti redazione e staff

Blk Jks

After Robots

Secretly Canadian

Non convince del tutto l’esordio del quartetto sudafricano Blk Jks. La spinta è ovviamente verso un afrofuturismo rock a 360 gradi mai come ora sulla cresta dell’onda, ma nonostante la tavolozza di colori usata dal quartetto sia ampia spesso le tinte che ne risultano sono monocromatiche. Le coordinate sono troppo incentrate su un miscuglio tra i passaggi più etno-prog di Mars Volta e quelli da terzomondismo (quello sì, hype) pompato e massimalista di Tv On The Radio, e spingere sull’acceleratore (Taxidermy) non giova più di tanto.

C’è di buono che almeno in questo caso, vista la provenienza, l’attitudine afro non è semplice e paracula necessità da hype ma reale melting-pot tra tradizione e influenze/ascolti occidentali: gli intarsi etno-vocali dell’opener Molalatladi, le dubbosità da Kingston londinese di Skeleton e la cantilena da mother africa della conclusiva Tselane su tutte sono ottimi esempi della musica globalizzata dei quattro. È però oggettivamente poco per consolarsi dopo le ottime premesse/promesse dell’ep Mystery.

(6.0/10)

Scheda: Blk Jks

Pubblicazione: 20 Ottobre 2009

File under: afro-rock

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2009)

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