Recensione
Collateral Armstrong?
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indie dream shoegaze Voti redazione e staff

Armstrong?

Collateral

70 Horses

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Li ascoltammo tre anni fa in versione demo e ci lasciarono intravedere qualcosa di buono in una coltre di cliché post-post rock. Oggi che esordiscono sulla lunga distanza, possiamo dire che quelle premesse hanno trovato conferma con l'aggiunta di qualcos'altro. I piemontesi Armstrong? riescono a lanciarsi oltre l'ostacolo azzardando una sintesi tra istanze dream-pop, noise-wave e sadcore capace in qualche modo di riallacciare i contatti ossidati del post-post alla centralina esausta dello shoegaze. Con tutto ciò che questo comporta: siano certi spurghi di watt ereditati da sani ascolti Sonic Youth (vedi la tensione wave sincopata di Aftermath), siano le fregole caliginose Clientele o una stordente gelatina My Bloody Valentine, o ancora il riffone contrito da primi Radiohead sedato dallo struggimento dei più carezzevoli L'Altra (in What Control).

Tra canto fiabesco, jingle dolciastro, drumming febbrile e spurghi elettrici si consuma quindi una scaletta ben congegnata, un alternarsi di languore e furia, di foga tagliente e soffici malinconie, quale contorno di una scrittura abile a ravvivare circostanze altrimenti desuete. Come in quella Shivers che parte da un cincischio jazz-folk quasi Jim O'Rourke e finisce tra pensose aperture pastello non lontane dai Mogwai altezza Rock Action. O come quella Winning You che ipotizza twee pop per post-adolescenti col background che s'allunga fino ai sixties. A suggellare la scaletta arrivano gli scorci folktronici introdotti da High Precision Work, come a dire: aspettatevi ulteriori sviluppi. E noi aspettiamo.

(6.9/10)

Scheda: Armstrong?

Pubblicazione: 19 Ottobre 2009

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Stefano Solventi (Album 2009)

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