Recensione
Crownsdown Themselves
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electro-hop d'assalto Voti redazione e staff

Themselves

Crownsdown

Anticon

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La Anticon ha vissuto una fase di stagnazione dopo i fasti dei primi pionieristici anni Duemila. Da qualche tempo, inaspettati, stanno giungendo - sempre però tra alti e bassi - i primi segnali di una ripresa. Se non altro ripresa della presenza sul mercato.

A fine 2008, lo stiloso disco di Tobacco; in questo 2009, il progetto, sulla carta interessante, all'ascolto invece molto meno, di Buck 65 a nome Bike For Three; una nuova buona prova pop di Why?; il riuscito atto secondo di Serengeti & Polyphonic; e, soprattutto, l'ottimo theFREEhoudini, preludio, nella forma programmatica del mixtape e del crewalbum, a questo vero e proprio comeback dei Themselves (che del mixone ripropone quattro brani).

Di Doseone abbiamo già detto e tessuto le lodi, col suo timbro acidamente roco, con picchi alla Tom Waits, e un ipercinetismo che, anche qui, in certi picchi, ricorda addirittura il famoso scioglilingua greco di Demetrio Stratos. Fin qui tutto bello. Sarà allora forse la monodia del disco, rispetto alla varietà di houdini, a deludere. Meglio, delude forse il modo un po' monocromo che ha Jel di servire il solo Dose. Un massimalismo alla lunga un po' stancante (vedi anche il trattamento della voce, sempre stra-effettata), e che un po' mima e un po' adotta certi microstilemi-macrobrutture nu. L'effetto finale è quello di un frullatone electro-industrial un po' troppo indistinto e insistito. Peccato. Forse siamo tornati in un'era da mixtape.

(6.4/10)

Scheda: Themselves

Pubblicazione: 03 Ottobre 2009

File under: electro-hop d'assalto

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2009)

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