Recensione
Dying In Time Port Royal
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Elettronica Voti redazione e staff

Port Royal

Dying In Time

Debruit De Silence

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I Port-Royal, da quel di Genova, sembrerebbero avviati alla conquista del mondo. L'ep Kraken, gli album Flares e Afraid To Dance ne erano la premessa: questo nuovo disco è definitivamente oltre i post del loro più recente passato. Post-rock, post-glitch, post-shoegaze, post-ambient, post-lovely music. Hva (Failed Revolutions) è forse il pezzo che gli Archive si sognano la notte e che la 4AD vorrebbe da anni in catalogo.

Il suono c'è: ed è una evoluzione accattivante, anche se non ancora perfettamente personale (forse), di Brian Eno, Lovely Music, Stars Of The Lid, Labradford ed elettronica a bordoni. Glie episodi meno convincenti sono proprio quelli nel solco dell'"ortodossia" (del tutto eterodossa) di certo shoegaze primi anni '90, come la sognante Nights In Kiev. Ancora: il suono c'è, ed è ammaliante. La formula funziona e le alchimie d'assieme della band pure.

Ma manca forse un'intima ragione a tutto questo spreco di intuizioni, che non riescono a condensare in pezzi 'definitivi', come la band meriterebbe. 11 pezzi (mediamente troppo lunghi) che per un po' ti fanno viaggiare e sognare, poi solo sperare di ritrovare la strada verso casa, soprattutto quando certe movenze dance qui e là fanno capolino.

(6.0/10)

Scheda: Port Royal

Pubblicazione: 03 Ottobre 2009

File under: Elettronica

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Massimo Padalino
Massimo Padalino (Album 2009)

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