Recensione
Life... the Best Game In Town Harvey Milk
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sludge doom metal Voti redazione e staff

Harvey Milk

Life... the Best Game In Town

Hydra Head

Un poster degli Iron Maiden (si è proprio l’Eddie di Killers) è appeso malamente ad una parete. Questa la copertina del nuovo disco degli Harvey Milk, da intendersi allo stesso tempo sia come commento ironico sia come omaggio rispettoso verso il proprio genere di riferimento: l’heavy metal. Un approccio che assume connotati ben precisi con un disco come questo a segnare un po’  il ritorno della sfortunata band di Athens in pompa magna (l’etichetta nuova è di quelle blasonate per questo genere di suoni: Hydra Head) e l’ennesimo cambio di pelle con il riuscitissimo innesto in formazione di Joe Preston di Melvins e Thrones. Death Goes To The Winner apre subito il disco alla loro maniera lavorando alcuni timidi accenni blues in un tritacarne doom dagli evidenti riflessi sabbathiani. Altrove il discorso assume connotati più direttamente sludge (Decades,Skull Sock and Rope Shoes) con alcune riuscitissime incursioni in territori più hardcore (After All I've Done For You, This Is How You Repay Me?, We Destroy the Family, Barnburner). L’arcigna chitarra di Preston ha gioco facile nel dare il giusto piglio acido a molti degli imbuti doom dei brani ed è il vero segno del cambiamento o dell’evoluzione continua di questa band. Non fila tutto liscio però. Lasciano un po’ perplessi gli elementi più classici e progressivi che appesantiscono non di poco il disco. Si vedano i brani più confusi e incerti come Roses o la finale Goodbye Blues che si trascina stanca per troppo tempo. Rispetto al precedente Special Whishes gli Harvey Milk sono tornati a graffiare e hanno fatto un bel passo in avanti, ma c’è ancora da lavorare non poco per tornare ai fasti dei primi due dischi.

(6.7/10)

Scheda: Harvey Milk

Pubblicazione: 01 Settembre 2008

File under: sludge doom metal

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Antonello Comunale
Antonello Comunale (Album 2008)

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