Non li fermerete mai nella loro missione di sbagliare musica con estro libero e saltellante, sciroccato e - ebbene sì - obliquo porco cane. Continuano a sfornare EP poco convenzionali, mettendosi pure in testa di realizzarne una collana di sette. La quale, visto che i primi due si chiamano Lunedì e Martedì, ritengo saranno dedicati ai giorni della settimana. E vivaddio.
Parlo dei modenesi Giuda Matti e della loro arguta anarchia pop, che nel primo dei due volumetti chiama bellamente in causa un Morgan svampito Blur (Stomaci contorti e Il colpo di tacco) mentre nell'altro si ammanta di sciroccato intorpidimento psych-prog, qualcosa tra dei più sordidi Afterhours in Cassonetti, guardando piuttosto in direzione Maisie e Mariposa in Cronaca locale. Divertono e disturbano, sanno regolare la manopola dei minimi termini e dissimulare drammi con abilità. Sono meritevoli insomma del più vasto pubblico indie rock. Glielo auguriamo.
(7.2/10)
Scheda: Giuda Matti
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