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Genere

folk rock

Data di uscita

Luglio 2009

Pubblicazione

06 Ottobre 2009

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Il giro di vite

Viti di Titanio

Autoprodotto

E' un tumulto mediterraneo, desertico e balcanico, la musica delle Viti di Titanio. Una febbre nata nel 2005 all'ombra del Vesuvio, dove i fratelli Maurizio e Marcello Vitale si misero in testa d'avviare quello che oggi è un quartetto "aperto" di moderni cantastorie rock, tesi come buskers reietti che non hanno mai messo da parte né la pietà né la tenerezza. Consapevoli della forza della poesia, bisognosi del raglio elettrico. In questo Il giro di vite, seconda prova che espande gli ambiti dell'ep d'esordio Storie d’amanti e di demoni (2005), definiscono un sound ora solenne e brusco, ora convulso e misterioso tra chitarre, flauto, synth e i folti palpiti di basso e percussioni.

Un sound stupendamente attagliato alle liriche che s'insinuano con basale austerità in certi crucci cruciali dell'odierno vivere, cantate inseguendo vibrazioni terrigne che se ne sbattono di qualsivoglia impostazione e legnosamente medita, allude, riflette, sferza, sussurra, e via discorrendo. Le prime due tracce sono da urlo: una mischia indocile tra Black Heart Procession, Vinicio Capossela, Ulan Bator, certo caracolare bieco Cesare Basile, certe beffarde sordidezze Afterhours... Per la cronaca, Calce spenta vede al banco di registrazione Paolo Messere (non c'è bisogno di presentazioni, giusto?), mentre al missaggio di Naguine troviamo Rodolfo Calandrelli (fonico per Markus Stockhausen tra gli altri).

Poi la tensione si allenta di qualche punto, non troppi, tra una ballata ben giocata sul filo di uno sfuggente malanimo (Bambola di porcellana) e uno scherzetto serissimo con le trappole della contemporaneità (Nuove forme di chiusura). La cover di Amara terra mia, dolentissimo classico portato al successo da Modugno (che lo compose, mentre il testo è di Enrica Bonaccorti), chiude la scaletta stringendo l'obiettivo sul solo Marcello Vitale a voce e chitarra, conseguendo un'asciuttezza che non significa lesinare sulle emozioni. La sensazione complessiva è di potenzialità altissime da ben veicolare.    

(7.4/10)

Stefano Solventi


Rss

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