Recensione
Amber Gray GridLink
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grind revival Voti redazione e staff

GridLink

Amber Gray

Hydra Head

Probabilmente dietro l’esordio degli Hayaino Daisuki si nascondeva la rinascita del grind storico anni novanta, e a prendere il clamoroso abbaglio siamo stati noi, piuttosto che la Hydra Head. La stessa Hydra Head che dà alle stampe l’esordio dei Gridlink, nuova creatura di Jon Cheng, leader e fondatore di uno degli act indimenticati della stagione d’oro del grind e dello screamo – i Discordance Axis – e voce anche in Hayaino Daisuki. Oltre a frontman, chitarrista (Takafumi Matsubara dei Mortalized) ed etichetta i due gruppi condividono una passione viscerale per la cultura giapponese e per la letteratura sci-fi nonché, ovviamente, una certa, intransigente, attitudine musicale. Anche Amber Gray è un furioso – e frettoloso: nemmeno dodici minuti per undici tracce – tour de force di velocità e violenza. Lontani da cadute di stile kitschche riscontravamo in Hyaino Daisuki, i GridLink eseguono un grind iper-tecnico guidato dalla chitarra di Matsubara, da urla high-pitched e batteria indiavolata, per brani che in un minuto o poco più si premurano di compendiare in maniera assai precisa i bello e il brutto – le fisime e i tic nervosi - di un genere che forse avevamo dato troppo presto per spacciato.

(6.8/10)

Scheda: GridLink

Pubblicazione: 01 Settembre 2008

File under: grind revival

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Vincenzo Santarcangelo
Vincenzo Santarcangelo (Album 2008)

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