Recensione
II: Transmigration Gonga
Cover image
stoner-doom Voti redazione e staff

Gonga

II: Transmigration

Invada

A scorrere i ringraziamenti all’interno del booklet di II: Transmigration ci si figura la costellazione di questi 4 inglesi: Melvins, Electric Wizard, High On Fire, Earth e compagnia pesante sono gli astri più (ehm) lucenti dell’infinito cosmo musicale nel quale si muovono i Gonga. Un quartetto standard, composto da George Elgie (chitarra), Thomas Elgie (batteria), Peter Theobalds (basso) e Matt Williams (voce) e proveniente non dalle lande del sud o dai boschi degli States ma dalla perfida Albione (la pacifica Bristol, nello specifico). Cosa questa che per un certo tipo di suono significa Black Sabbath, ma anche Tool, che ovviamente inglesi non sono, ma rappresentano indubbiamente l’ala più british del suono post-metallico, nonché uno dei nomi più intelligibili dietro la coltre densa e fumosa dei 9 pezzi dell’album. A far compagnia al quartetto di Maynard, ci sono – più padri putativi che veri e propri idoli da omaggiare – l’accoppiata Kyuss/QOTSA per l’amore per le dilatazioni in chiave stoner del blues dei primordi, e gli Alice in Chains per le atmosfere vocali melodicamente paranoiche. Fratelli di sangue di Crippled Black Phoenix (ovvero Mogwai + Electric Wizard) e pubblicati dalla Invada di Geoff Barrow dei Portishead, i quattro sfoderano un comeback di tutto rispetto per suoni, produzione e risultati specialmente come quando riescono (SandStorm) ad evadere da quella che è la pecca maggiore dell’album: non smarcarsi mai, cioè, da un citazionismo evidente e referente. Il passo è, forse, ancora incerto, ma la via è tracciata.

(6.5/10)

Scheda: Gonga

Pubblicazione: 01 Settembre 2008

File under: stoner-doom

| Archivio
Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2008)

Rss
copertina pdf #91