Recensione
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Genere

ritmi / wonky hop-tronica

Data di uscita

Ottobre 2009

Pubblicazione

02 Ottobre 2009

Hudson Mohawke

Butter

Warp Records

Hudson Mohawke (Hud Mo per gli amici del collettivo di Glasgow LuckyMe, Ross Birchard per la mamma), classe 87, è uno dei buzz più attesi al varco tra elettronica, produzioni e ritmi. La Warp l'ha accalappiato quando ancora non aveva prodotto niente di ufficiale e gli ha licenziato l'ottimo Polyfolk Dance EP.

Qui Hud esplicita ancora di più la sua passione hip-hop, che nutre questo disco allo stesso modo in cui nutre un Harmonic 313. Per dire, sono ospiti Oliver Daysoul, e siamo tra Outkast e Sa-Ra, e (mirabile dictu!) Dam-Funk. E si sente.

Necessariamente meno compatto del cesellatissimo EP, questo long mostra una grande tecnica e una grande facilità di produzione (leggi anche 'eclettismo'), tanto che un paragone con Mochipet, pur con le dovute differenze, non pare campato in aria. Hud è più psichedelico, più visionario e più elegante, meno pasticcione e meno nerd a-tutti-i-costi (sempre di nerd si tratta però), anche lui giocoso ma non così deformante (Velvet Peel, nota già dall'EP; il finale di Black'n'Red). E anche in lui, sopra una base consapevolmente wonky (3.30), non immune da fascinazioni J Dilla, troviamo videogiochini e breakbit, a cui si aggiungono post-post-rave, post-Aphex Twin e tastierine coriandolose.

Niente di nuovissimo, ma è tutto cucinato bene e porto frescamente, con un tocco già riconoscibile (vedi soprattutto il trattamento e le dinamiche della batteria, Trykk). Chissà se Hud deciderà di specializzarsi, e su cosa. I pezzi cantati, che non ci aspettavamo, sono forse ancora poco personali, ma non sono affatto male (e anzi All Hot è forse la traccia migliore). Per la serie strano ma vero: le tastiere di Gluetooth sembrano le chitarre-synth di Allan Holdsworth; le prima note di Fruit Touch citano forse la Sagra della Primavera di Stravinsky.

(7.1/10)

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2009)