Recensione
Water Resistance Neo
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jazz-core Voti redazione e staff

Neo

Water Resistance

Megasound

È la stagione della rinascita del jazz-core romano, senza dubbio. Il ritorno in trio degli Zu col devastante e materico Carboniferous, prima; il comeback muscolare e corposo degli Squartet, poi; infine, col nuovo disco dei Neo, che proprio con gli Squartet condividono il chitarrista e fino a poco tempo fa pure l’etichetta, non può che confermare l’ottimo stato di forma della scena romana e/o limitrofa.

Del trittico in questione, i Neo sono quelli più schizzati e più filologicamente jazz-core. Inclini alla frammentazione strutturale e alla schizofrenia free-jazzistica alla maniera di un John Zorn altezza Naked City ma meno parossisticamente onnivoro, hanno un ottimo tiro, capacità strumentali fuori dal normale, visione d’insieme e attitudine demistificatoria. Roba che si traduce in pezzi elaborati e cervellotici, potentemente ritmati (ottimo il lavoro del batterista Antonio Zitarelli) ma suonati sempre con la clava del suffisso -core e con l’autoironia folle e devastante di un Frank Zappa: un pezzo come The Proliferator è perfetto esempio di questa insana passione per la frattura, tanto quanto Opus Reticolorum lo è dell’ottovolante sonico messo in scena dal trio laziale. Ottimo il booklet con le illustrazioni protagoniste della mostra che da il titolo all’album e opera di molti tra i migliori illustratori indipendenti italici (Ratigher, Maicol & Mirco, Karin Andersen…).

(7.0/10)

Scheda: Neo

Pubblicazione: 30 Settembre 2009

File under: jazz-core

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2009)

Rss
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