Recensione
Cover image
Genere

post-rock / shoegaze / wave

Data di uscita

Settembre 2009

Pubblicazione

30 Settembre 2009

Marigold (The)

Tajga

Acid Cobra

E' l'osservazione la chiave di lettura per questo terzo disco dei Marigold. Quel liquefarsi tra un post-rock dagli accenti dark (Exemple De Violence) e certo shoegaze didascalico (Swallow); quel misurare la temperatura dell'attenzione tra tribalismi invernali ai confini con l'industrial (Eleven Years) e una wave narcotica (Sin); quel farsi cullare da pianoforti sognanti (Degrees) e spaccati strumentali psichedelici (Novole). Chi suona è preparato e sa esattamente quali tasti premere per risvegliare certi microclimi emozionali, tanto da chiamare Amaury Cambuzat (Ulan Bator) a ricoprire il ruolo di produttore. E il risultato è tutto nei nove spaccati in bianco e nero che vanno a comporre il disco.

Gli amanti dei toni riflessivi troveranno in Tajga un buon companatico per passare un altro inverno cullati dalla sempiterna malinconia; chi del senso pratico ha fatto una ragione di vita, invece, abbandonerà il disco dopo i primi cinque minuti di programma. Anche se in generale c'è di che gioire, dal momento che suoni di una tale ricercatezza non si sentono tutti i giorni.

(6.9/10)

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2009)