Due le anime dietro al progetto dei Mem1, Laura e Mark Cetilia e una miscela tutt'altro che accademica di manipolazine digitali e d'improvvisazione intelligente. La loro è un'elettroacustica sinfonica e introversa per laptop e violoncello, quella raccontata già ai tempi di Alexipharmaca (Interval,2007) ed ora pronta a rimettersi in gioco per questa seconda occasione con l'Interval Recordings.
Un cast d'eccezzione per 1, nove luminari nell'ambito dei microsuoni chiamati dai Mem1 a contribuire alle loro fonti e ad esplorare le inflessioni più austere dello strumento. Nessuna rigida impostazione di stile ma semplici intuizioni, capaci prima di captare e di identificarsi nei differenti stimoli creativi, contribuendo poi al suono con mutevoli dialettiche in riverberi, campionamenti, loop e droni.
Il benvenuto quindi: all'ambient plumbea per abrasioni ed occasionali field recordings di Jan Jelinek, alle architetture liquide per Ido Govrin od abissali per RS-232, al culto dub di Frank Bretschneid, all'elettronica fluttuante e di segnale di Kadet Kuhne ed infine alle frenetiche dinamiche di collage del maestro Steve Roden.
Ne rimarrete stregati e coinvolti da capo a coda, per il numero infinto di forme che ogni traccia assume, per la malleabilità ed infine per il continuo.
(7.4/10)
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Sembra piovuto dal nulla ma da anni gira nell'underground out-hop USA. A Sufi And A Killer è una rivelazione. Oltre la Warp e l'Anticon, lo yoga e il misticismo, Tom Waits e Flying Lotus...
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