Già ristampati nel 2005 dalla Water (in jewel box), i due dischi che videro Brian Eno e Cluster in join venture sonica ritornano sul mercato in formato digipack e correlati dalle note interne – peculiarità delle reissue Bureau B – di Asmus Tietchens.
Cluster & Eno, l’iniziazione. Anno di grazia, 1977. secondo Tietchens, il primo album ambient mai registrato in terra krauta. Discutibile presa di posizione; ma se consideriamo il fenomeno come istituzionalizzato poi dall’ex Roxy Music nei seminali Music For Airposts (cioè mutuato da Satie) e Music For Films, e non stile Klaus Shulze (Irrlicht, datato 1972, è suonato con Wagner nel cuore), sì, il disco in esame ha in nuce tanta ambient a venire.
Nello studio di Conny Plank (che produce) anche Holger Czukay al basso e lo stesso Tietchens ai synth. L’alchimia produce nove affreschi di muzak cosmica; laddove Eno, interiorizzata e personalizzata la poetica di Roedelius e Moebius (vedi Another Green World), muove in simbiosi con il duo come se si conoscessero da sempre. Minimalismo in miniatura (Ho Renomo, Mit Simaen), meta-spleen (Steinsame, Fur Luise, Vermut), meta-pop (Die Bunge) e rilasci orientaleggianti (One) fanno di Cluster & Eno un gioiello prezioso, l’idillio perfetto. Dalle stesse session verrà fuori un altro lavoro, After The Heat, e molte cose cambieranno.
(8.0/10)
Pubblicazione: 24 Ottobre 2009
File under: krautrock
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