Recensione
Oltre le nevi di piazza Vetra Stardog
Cover image
wave-pop Voti redazione e staff

Stardog

Oltre le nevi di piazza Vetra

Frequenze Studio

Parte nel modo migliore Oltre le nevi di Piazza Vetri dei milanesi Stardog. Con una Quale Estate che somma aromi Radiohead prima maniera a cadenze autoriali, una Canzone del dove imbrattata di new wave elettrica tutta chitarre e crescendo, una Gli addii di Anita sospesa tra Bluvertigo e degli eightes robotici in stile Camerini. Poi un po' si perde. O meglio, sceglie coscientemente di adottare un approccio alla materia fin troppo “baustelliano”, con quell'incedere in levare decodificato in bilico tra elettronica, tastiere assortite e pop.

Se in Sai Carmelo l'esperimento tutto sommato riesce, in Tridimensionale già ci si chiede il perché di tanta fedeltà a un modello formale che ha evidentemente fatto scuola ma che altrettanto chiaramente odora di stantio quando non è nelle mani di chi l'ha istituzionalizzato. La tentazione di confinare il disco tra le produzioni non del tutto riuscite diventa poi pressante nel momento in cui ci si imbatte in una Come cani francamente prescindibile e solo un colpo di coda finale del programma salva baracca e burattini da una sorte ingrata. Anche perché Il lamento di Bardamu è uno spettacolare esperimento di clonazione in bilico tra jazz e crossover mentre L'avventura è l'ennesimo flashback Radiohead mitigato da atmosfere malinconiche in stile chanson francese.

Alla fine un'opera ambivalente, Oltre le nevi di piazza Vetra, per una band che da un lato mostra di meritarsi la stima riservatale nell'ultimo periodo da addetti ai lavori e pubblico e dall'altro rivela di non aver ancora concluso il proprio percorso di ricerca.

(6.7/10)

Scheda: Stardog

Pubblicazione: 30 Settembre 2009

File under: wave-pop

| Archivio
Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2009)

Rss
copertina pdf #91