Recensione
Calvino Vegetable G
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pop-psichedelia Voti redazione e staff

Vegetable G

Calvino

Olivia Records

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Dare per scontata la formula musicale propagandata da Giorgio Spada, Luciano D'Arienzo e Maurizio Indolfi viene quasi naturale, vista l'apparente semplicità con cui si mescolano al suo interno psichedelia barrettiana, pop inglese, voci suadenti à la David Bowie e quant'altro capiti sotto mano ai tre azionisti del progetto Vegetable G. Eppure quel confondersi di rhodes, chitarre elettriche, synth, basso, batteria, rubato ai Novanta british e analogico fino al midollo, è il risultato di un lavoro sapiente sui suoni e di una scrittura solida dalle fondamenta. A ben pensarci, la stessa che caratterizzava il precedente Genealogy, segno di una maggiore età raggiunta e di una personalità già formata. Sostenuta, in questo caso, da un ingorgo di contrappunti strumentali cresciuto a dismisura rispetto al passato e surreale al pari di quelle Cosmicomiche di Calvino che fanno da collante tematico all'opera.

Il disco è tutto lì, nei controtempi vagamente Fiery Furnaces di Arcade Lovers, negli incroci di sintetizzatore della title track, nelle irrequietezze Blur di Saucerman, nell'effetto carillon in salsa As Tears Go By di Satellite Song. Nessuna indiscrezione che faccia pensare a nuove “zone del crepuscolo” per il rock contemporaneo, nessun colpo di teatro che possa rendere felici gli indie-critici più intransigenti. Ai Vegetable G basta l'autocoscienza di rappresentare l'ennesimo esperimento riuscito nel solco di un pop autoctono ampiamente contestualizzato ma nella pratica, quasi perfetto.

(7.1/10)

Scheda: Vegetable G

Pubblicazione: 29 Settembre 2009

File under: pop-psichedelia

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