Recensione
Signal Morning Circulatory System (The)
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Psych wave Voti redazione e staff

Circulatory System (The)

Signal Morning

Cloud

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Dopo sette anni, William Cullen Hart dissotterra il gemello oscuro dell'esperienza psych Olivia Tremor Control e lo fa rinnovandone la formula dall'interno, incattivendola e marcendola come si confà a certi venti underground attuali. 

In pratica Signal Morning sta all'omonimo che Pitchfork osannò nel 2001 come i Beatles stanno ai Residents. E attenzione ai paragoni: dove il precedente era psych lo fi umorale (ma pur sempre bucolico), la nuova corrente si porta dietro i Pink Floyd degli Abbey Studios con giovamento della formula complessiva garantito.

Sin dall'iniziale industrial garage di Woodpecker Greeting Worker Ant la sensazione è che la missiva sia rivolta agli shit gazers in circolazione. Il messaggio arriva potente: i Circulatory System sembrano al distratto una prolifica ganga di promettenti esordienti e non la solita gongrega di navigati.

Sempre prodotto in libertà per la sua Cloud, disabilitante come un Brian Jones pre-piscina (This Morning We Remembered Everything) o un Syd Barrett in combutta Gong (Particle Parades), il nuovo sforzo di Hart è bello come i dischi indie di culto che si rispettano: un disco che odia gli allori dove ogni brano è un collage diverso dal precedente e nel quale tutto torna sotto l'ombrello di una psychedelia malata e putrida, salvo poi svelarti qualche funghetto dalle spore deliziose come Round Again, hard glam distortissima e indie tuned come dio comanda.

(7.0/10)

Pubblicazione: 29 Settembre 2009

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2009)

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