Recensione
Iodine Half Cousin
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junkyard pop Voti redazione e staff

Half Cousin

Iodine

Gronland Records

Provengono dal folto sottobosco scozzese, dalle minuscole isole Orkney, e partono dall' indie folk. In realtà per gli Half Cousin, ovvero Kevin Cormack e Jimmy Hogarth, parlare di folk è quantomeno limitante. Da basi rustiche e quasi intimiste sviluppano un pop casalingo, giocoso e deliziosamente post-moderno; Junkyard pop lo chiamano, e non a torto, per quell’attitudine bric-a-brac e artigianale che mette insieme chitarre acustiche e fisarmoniche con beat metallici, xilofoni e synth talvolta oscuri.

A parte inventiva e fantasia, che pure non difettano (sentite in quante direzioni si sviluppa l’iniziale Big Chief), è tuttavia il songwriting a fare la differenza, con parti cantate che riprendono Donovan (l’indolente Abide) e Simon & Garfunkel, salvo poi in sterzare verso un melodico e catchy electro-pop (The Absentee), o sporcare acquerelli in apparenza innocui di forti tinte psichedeliche (Police Torch), lasciando trapelare qua e là una certa cupezza alla Drake (inconfondibile nello strumentale Home Help). Eclettismo alla riscossa per il duo, che fa così un ulteriore passo avanti rispetto al già promettente esordio The Function Room (2004).

 

(6.8/10)

Scheda: Half Cousin

Pubblicazione: 30 Aprile 2007

File under: junkyard pop

Antonio Puglia
Antonio Puglia (Album 2007)

Rss
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