Recensione
Dodovoodoo Elephant9
Cover image
Jazz-rock Voti redazione e staff

Elephant9

Dodovoodoo

Rune Grammofon

Supergruppo made in Norvegia. Assetto a tre con tastiere (Ståle Storløkken dei Supersilent), basso (Nikolai Eilertsen dei The National Bank) e batteria (Torstein Lofthus dei Shining). Un power-trio che suona come si deve. Musica retrò che pesca dai ’70 del Miles Davis elettrico e dal nerboruto rock di Deep Purple e Vanilla Fudge. L’attacco di Dodovoodoo è distillato Purple Mark II con acido hammond e drumming cagnesco. Manca solo Ian Gillan. I Cover The Mountain Top rimarca ancora simili metodiche ma il canovaccio, vuoi anche per l’inconfondibile tocco Supersilent di Storløkken, comincia a dilatarsi in terre jazz-rock. Skink è una jam furibonda; Hymne quasi rammenta i Procol Harum. Il bello è nel finale: Misdirection e Doctor Honoris Causa, una funkadelica l’altra jazz-rockista. La prima à la Headhunters (Herbie Hancock docet) la seconda davisiana come Pharaoh's Dance. Stavolta manca solo la tromba di Miles. Si termina con Directions, esplicita allusione alle “Directions In Music” di…inutile dirlo! Che i Mars Volta prendano nota. Siamo nel nuovo secolo, ma non ditelo agli Elephant9.

(7.0/10)

Scheda: Elephant9

Pubblicazione: 01 Settembre 2008

File under: Jazz-rock

| Archivio
Gianni Avella
Gianni Avella (Album 2008)

copertina pdf #91