Recensione
The Bowery Firekites
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folk post Voti redazione e staff

Firekites

The Bowery

Own Records

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Gioca a passare inosservato, questo The Bowery, esordio per il combo australiano Firekites, un trio espanso, per così dire, tanto che alla fine per contare i musicisti coinvolti ci vogliono le dita di due mani. Così come dieci canzoni sono le canzoni in scaletta, imperniate sull'arpeggio fervido e frugale di chitarre acustiche, sviluppandosi alla bisogna tra morbide emulsioni di moog e l'accorta pressione del basso. Gli archi che pettinano un malanimo che diresti mitteleuropeo e ricami sintetici mai troppo invasivi completano il panorama strumentale, mentre la scrittura ciondola tra inquietudini folktroniche, estasi post e digressioni latin-tinge.

Potrebbero sembrare i Kings Of Convenience che suonano un repertorio Notwist con la produzione di Jim O'Rourke, oppure un morbido ibrido tra The Sea And Cake e American Analogue Set, però quando alla voce c'è Jane Tyrrell - interessante ugola da Melbourne - tempo un attimo e ti ritrovi in mezzo a paturnie sintetiche come una Feist in fregola Laika.

La mancanza di intuizioni forti, di espedienti ad effetto, rende la musica dei Firekites un ottimo lenitivo per le nostre teste piene di troppe cose. Ed è anche quello che rischia di farla passare inosservata.

(7.1/10)

Scheda: Firekites

Pubblicazione: 22 Settembre 2009

File under: folk post

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