Recensione
I Can’t Go On, I’ll Go On Broken West (The)
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pop rock Voti redazione e staff

Broken West (The)

I Can’t Go On, I’ll Go On

Merge

Tra le uscite con cui la Merge apre il suo 2007 c’è il debutto di questo quintetto di L.A., noto fino a poco tempo fa come Brokedown e costretto a cambiare ragione sociale per via di un’omonima band di Chicago. Aldilà di queste oscure controversie, tutto il resto per i Broken West è chiaro come il sole (della California, ovviamente): già dall’attacco scatenato di On The Bubble, I Can’t Go On, I’ll Go On mette sul tavolo una formula rock-pop classica e di ampio respiro, semplice ed efficace nella sua freschezza tipicamente sixties. Detto ciò, facile dedurre i numi tutelari del caso: dai Byrds (You Can Buld An Island) ai Beatles, dai Big Star (Shiftee) ai Kinks (Baby On My Arm), da Dylan & The Band (Like A Light) ai Teenage Fanclub, fino ai troppo presto dimenticati Cotton Mather (se c’è qualcuno tra di voi che tiene caramente conservata la sua copia di Kon Tiki credendo di essere rimasto l’ultimo sulla Terra, sappia che non è solo).

E se i Wilco di mezzo - quelli poppy di Summerteeth, per capirci - rischiano di essere un’influenza a volte troppo ingombrante, dalla loro Ross Flournoy e compari hanno una grinta e una propensione alla melodia non indifferenti (fra schitarrate Stones, stomp Motown, accelerazioni e cambi di registro, ci sono ritornelli di quelli che restano appiccicati in testa per giorni, garantito). Poi beh, c’è una scaletta che non ha reali punti deboli. Basta per fare di questo disco il miglior auspicio possibile per l’indie pop-rock a venire? Diciamo di sì, e con gli Shins ai piani alti della classifica U.S.A. non è difficile immaginare un futuro roseo anche per questi ragazzi. Bene così.

(7.2/10)

Pubblicazione: 27 Gennaio 2007

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Antonio Puglia
Antonio Puglia (Album 2007)

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