Recensione
Private Collection Vol. 1 Peter Kruder
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compilation downtempo lounge Voti redazione e staff

Peter Kruder

Private Collection Vol. 1

G-stoned

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Il downtempo Peter Kruder lo incarna da anni. Prima con l'amico Richard Dorfmeister (su quello storico DJ Kicks), poi con la G-Stone e con molti altri progetti paralleli. Tra alti e bassi la sua Vienna è così diventata simbolo di lounge di classe. E oggi il nostro ci riprova. Si ritira nel suo salotto e se ne esce con delle tracce impolverate da vinili nascosti sotto la pila. Ce lo immaginiamo davanti al fuoco, pochi amici, un po' di fumo e una bottiglia di vodka davanti al camino. Lui che propone quelle tracce stupende ma dimenticate, sommerse dal nuovo che incombe e che dice troppo poco.
La visione distensiva la trovi nei Talk Talk da brivido (l'opener The Rainbow in space western stellare), nelle chitarre e marimbe dei Tortoise (On The Chin), nello smooth soul di Milt Jackson (Enchanted Lady), nei solchi vocali di Tom Waits (Clap Hands) e di David Sylvian (Ghosts). O se non sei contento e vuoi un po' di elettronica allora ti puoi sparare l'autocelebrazione prog con la Peace Orchestra (Consequences) e anche qualche accenno di world (Rokia Traoré in estasi con Mariama). Scegliere la sequenza perfetta è un'arte e Kruder se si impegna lo fa da dio. Senza spocchia stavolta ha fatto il botto. Piccolo grande culto in loop dal primo ascolto.

(7.1/10)

Scheda: Peter Kruder

Pubblicazione: 23 Settembre 2009

File under: compilation downtempo lounge

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