Recensione
The Resistance Muse
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Rock operetta Voti redazione e staff

Muse

The Resistance

Warner Music Group

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Il solito buon vecchio gigantismo applicato alle altrettanto quotidiane apocalissi e redenzioni, intimismi lacerati, ecatombi e fede mai doma nelle ability umane? Perché no, e questa volta il premio "sbroccati" glielo puntiamo al petto per quell'omaggio ai Queen mamma-mia-let-me-go con la coda di Chopin.

E se la storia è severa con chi esagera dipende a chi ti rivolgi. Con un target di mercato sotto i diciotto e, di volta in volta, una generazione di maschietti pronta per loro, i Muse dispensano da sempre album verbosi con buona dose di impegno e dispendio di mezzi. Ed è un peccato che i ragazzi non siano dei cinici, che il loro continuo gioco al rialzo sia diventato una questione di sopravvivenza artistica e non prettamente di ego.

Più in là della classica o delle saghe stellari difficilmente si andrà e cambiando la prosettiva, con Mark “Spike” Stent in regia, e fatti i dovuti distinguo, i Muse saranno per i 2000 ciò che gli Iron Maiden furono negli Ottanta, e magari i Queen nei Settanta. Fermandoci ai primi, aggiornate Powerslave al cyber punk passando per Ok Computer, e magari costringete Thom Yorke a guardarsi con gli stecchini tutta la filmografia di Brian Ferry (o se preferite Gary Glitter). E' probabile che The Resistance e altri dieci centomila album uguali a questo saltino fuori.

Il problema non è il cattivo gusto di cui il rock si nutre da sempre (e con successo), piuttosto è la Resistance a se stessi che proprio non s'affronta. Con Bruce Dickinson e Mick Jagger ci si potrà sempre fare una risata, con Bellamy ti viene il magone.

(5.0/10)

Scheda: Muse

Pubblicazione: 20 Settembre 2009

File under: Rock operetta

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2009)

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