Recensione
When The Going Gets Dark Quasi
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indie rock Voti redazione e staff

Quasi

When The Going Gets Dark

Domino

Alla luce di tredici anni di carriera, sei lp e un curriculum zeppo di collaborazioni illustri (Elliott Smith, Built To Spill, Bugskull, Go Betweens…), Sam Coomes (già negli Heatmiser insieme allo stesso Smith) e Janet Weiss (già Sleater Kinney), in arte Quasi, possono considerarsi a pieno titolo una delle realtà più durature e vitali dell’indie a stelle e strisce.

When The Going Gets Dark segue quell’Hot Shit (2003) che li aveva visti virare verso sonorità dreamy e vagamente elettroniche, per certi versi accostabili agli ultimi Flaming Lips. Stavolta il duo di Portland preferisce pigiare sull’acceleratore e sfoderare un piglio più aggressivo, immediato e a suo modo psichedelico: tutto è stato registrato più o meno in presa diretta, e poi lasciato decantare per qualche mese; la maestria del deus ex machina Dave Fridmann in fase di missaggio ha fatto il resto (in Beyond The Sky il tocco Mercury Rev è più che una suggestione).

Chi si trovasse ad ascoltare per la prima volta il suono dei Quasi, provi a figurarsi la spinta rabbiosa del Jeff Buckley ultima maniera riletto da Wayne Coyne (Alice The Goon), o il compianto amico Elliott (Poverty Sucks) a braccetto con l’hard-country dei Meat Puppets(The Rhino), con tanta melodia di stampo beatlesiano a convivere con guizzi psichedelici ai limiti del free form (I Don’t Know You Anymore, Presto-Change-o). Maturi come i Low di The Great Destroyer (in Merry X-Mas e la title track), Coomes e Weiss sfoggiano un’alchimia sonora a dir poco invidiabile, regalando un lavoro vario, compatto, combattivo, aspro, dissonante, classico, sperimentale, solenne. Bentornati.

(6.8/10)

Scheda: Quasi

Pubblicazione: 14 Marzo 2006

File under: indie rock

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Antonio Puglia
Antonio Puglia (Album 2006)

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