Recensione
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Genere

Avant Pop

Data di uscita

2008

Pubblicazione

01 Settembre 2008

Dominique Leone

Self Titled

Strømland

Artwork pop e la musica pure. Dominique Leone e il pop. Dominique Leone è pop. Con quel cognome che fa tanto paisà, il Nostro, che al contrario vanta origini texane, ha l’onere di inaugurare il catalogo della nuova label di Hans-Peter Lindstrom e Joakim Haugland (già capoccia della Smalltown Supersound), la Strømland, pubblicando un pastiche arty strabiliante. Un nome che circola, per i più distratti, dal 2007 allorché la sua Conversational compare nel LateNightTales firmato Lindstrom insieme, tra i tanti, a Sly & The Family Stone e Gina X Performance. C’era anche Todd Rundgren nella tracklist. Uno scherzo del destino, dal momento che Leone personifica il Rundgren più agitato come nessuno oggigiorno - Arial Pink ad esempio può stare al suo posto - filtrando, come capitava nel sempreverde A Wizard, A True Star, più generi in un solo calderone. Il fu Nazz rivive in quella voce (Goodbye è eloquente) adagiata su basi policrome (Claire, Sim e la magnetica Blist: se non fossimo sicuri di noi stessi, giureremmo che trattasi proprio di Rundgren) e palesemente Beach Boys-iane (Left, The Other Left sembra la Do It Again di 20/20 suonata a 45 giri), e anche quando la materia, il pop tout court, si disgrega in frattaglie prog oltremodo caotiche, The Return, non può che venir in mente la Todd Rundgren's Utopia band. Ha talento nell’addolcire i modi (la citata e delicata ballad Conversational), ma nondimeno ama martoriarli (il noisy à la Boredoms di Kaine) o denigrarli manco fosse un nuovo Jason Forrest (Tension, Nous Tombons Dans Elle). Poi però sciorina una Duyen che manda a memoria gli Xtc di Skylarking - cioè quelli prodotti proprio da Rundgren - e il cerchio si chiude. Il nuovo pop ha trovato una vera stella.

(8.0/10)

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Gianni Avella
Gianni Avella (Album 2008)