Recensione
Music for the Home Vol. II Rob Ellis
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Rob Ellis

Music for the Home Vol. II

Leaf

Rob Ellis è un produttore e musicista affermato: oltre a collaborare regolarmente come batterista con PJ Harvey, ha partecipato, tra gli altri, ad album di Marianne Faithfull, Laika, Placebo e Marlene Kuntz; è infine leader di un progetto electro-ambient pop chiamato Spleen (cui ha collaborato anche John Parish). Tuttavia, se quest'attività rockettara assorbe al musicista gran parte dell'anno, è il pianismo intimista di Debussy e Satie che lo affascina tra le quattro mura domestiche. Di fatto, Music for the home vol II, uscito a quattro anni distanza dal primo volume, è una raccolta di live recordings casalinghe degli ultimi dieci anni, che mescola partiture rigidamente matematiche a casuali disturbi esterni; autodidatta, Ellis si cimenta in arditi minimalismi, disarmonie, improvvise accelerazioni, scale dissonanti e atonali, in una prospettiva decisamente avanguardistica ed ambiziosa che guarda, riverente e sbruffona, a maestri della musica concreta come Cage, Glass e Reich.
Si tratta prevalentemente di pezzi per piano, per lo più strutturati in suites dominate da una casualità totale ma al contempo razionale, tra omaggi dichiarati (Four pieces with Debussy, in cui il maestro francese viene contemporaneamente citato e sbeffeggiato), passaggi dal minimalismo all’assoluto marasma cacofonico (il terzo movimento di Three pieces for fake piano), infiniti riverberi e fughe cartoonistiche (Three nature studies for three pianos), interminabili e tintinnati cascate (Six pieces for fake piano), senza trascurare un certo solipsismo inquieto di ascendenza Satie (L.A.G.).
Accanto a questi esercizi pianistici, nelle restanti tracce emerge prepotente una destabilizzante verve elettronica degna di Terry Riley: si ascoltino il pastiche di campanelli, xilofoni, chitarra e piano chiamato Triminufakeinsymph, o gli effetti ricavati dal suono di una sveglia in Slightly Exotic little fake alarm clock piece; ma soprattutto il dittico If You Were the Only Girl in the World / And I Was the Only Boy (in cui il piano viene trattato in modo da suonare come una spinetta) e la suite finale Music for the home No. 4-9, in cui prende piede una ricerca sonora riconducibile agli esperimenti più bizarri della musique concrète (lo scampanio in Church opposite, che progressivamente diventa un’avvolgente e mesmerizzante nebbia lisergica; i synth accelerati e messi in riverse in The climbing frame; l’incedere minaccioso e ipnotico di Things around the house I'm not familiar with; il ronzio industriale di Anniversary bed; il sinistro carillon di 2/10/02 e infine il puro rumore ambientale dei venti minuti di The empty house).
Personalità musicale a tutto tondo, con questa raccolta (lungi dall’essere indispensabile) Rob Ellis mostra comunque una sensibilità artistica non comune: ma attenzione, il puro autocompiacimento è dietro l’angolo.

(6.0/10)

Scheda: Rob Ellis

Pubblicazione: 10 Maggio 2004

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Antonio Puglia
Antonio Puglia (Album 2004)

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