Recensione
Judy Sucks A Lemon For Breakfast Cornershop
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Hindu meta-pop Voti redazione e staff

Cornershop

Judy Sucks A Lemon For Breakfast

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Ad eccezione di un singolo – Wop the Groove – pubblicato in sordina nel 2006, era da ben sette anni che dei Cornershop non si avevano più notizie di rilievo. Vittime forse dell’inevitabile turnover di inizio millennio, volto inesorabilmente a spazzare via ogni residuo ’90s? Piuttosto, di una politica discografica e manageriale che, in seguito al successo planetario di Brimful Of Asha (croce e delizia per qualsiasi band, una bomba pop di quella caratura lì) li avrebbe irrimediabilmente danneggiati, tanto che oggi questo Judy Sucks A Lemon For Breakfast preferiscono pubblicarselo da soli tramite il loro sito web, con l’appoggio del distributore internazionale Cargo nonché dei soliti amici del negozio Rough Trade di Notting Hill. Segno dei tempi, diremmo, laddove al contrario la musica è rimasta sostanzialmente la stessa – ed è una benedizione, perché la formula anglo-indiana di Tjinder Singh e i suoi continua a suonare originale e frizzante esattamente come dodici anni fa: soundtrack di una cultura favolosamente underground che miscela T. Rex, Kinks e Stones con Bollywood (Who Fingered Rock’n Roll, la title track, The Roll-Off Characteristics), in grado di trattare un classico di Dylan (The Mighty Quinn) con la stessa naturalezza del folk Punjabi (Free Love, impiastricciata di lounge) o del gospel (The Turned On Truth), indugiando oggi come allora in tentazioni club forse adesso un po’ datate (ma è solo questione di tempo, e torneranno di moda anch’esse, vedrete); insomma, l’usuale e adorabile frullatore meta-pop alla Super Furry Animals, peraltro anch’essi redivivi e anzi attivi più che mai.

(7.0/10)

Scheda: Cornershop

Pubblicazione: 15 Settembre 2009

File under: Hindu meta-pop

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Antonio Puglia
Antonio Puglia (Album 2009)

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