Soft Airplane rappresenta il terzo album di questo tuttofare canadese che, nonostante una fin troppo evidente devozione per Neil Young, aveva messo a segno un buon colpo con la sua seconda fatica Skelliconnection. Non si trattava certo di qualcosa di trascendentale, ma quella artigiana alchimia delle sue umili e tradizionali atmosfere in bassa fedeltà viene oggi soltanto sfiorata. Poco è cambiato in questi due anni: fa sempre tutto da solo e quell’amore non celato per l’autore di Harvest non accenna a svanire – l’inizialeWillow Tree sfiora il plagio. Il disco nel suo insieme risulta fin troppo arzigogolato. Un’eccessiva stratificazione sonora, tra elettronica e strumentazione tradizionale - come vibrafono, campanellini ecc. – finisce per soffocare la trasognante intimità della maggior parte dei brani. Infatti le cose migliorano non poco quando è la semplicità a farla da protagonista. Cries Of The Dead, Molten Light, Rabid Bits Of Time e City Of Electric Light sono ottimi esempi di freschezza cantautorale in equilibrio perfetto tra tradizione folk e indie-pop, che avvicina VanGaalen all’ottimo David Kitt. Non è la sua capacità di scrittura ad esser messa in discussione, bensì i suoi arrangiamenti fin troppo invasivi. Soft Airplanestrappa comunque la sufficienza, ma che in futuro si eserciti con la sottrazione.
(6.0/10)
Scheda: Chad VanGaalen
Pubblicazione: 01 Settembre 2008
File under: songwriting pop-folk
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network









