Recensione
Soft Airplane Chad VanGaalen
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songwriting pop-folk Voti redazione e staff

Chad VanGaalen

Soft Airplane

Sub Pop

Soft Airplane rappresenta il terzo album di questo tuttofare canadese che, nonostante una fin troppo evidente devozione per Neil Young, aveva messo a segno un buon colpo con la sua seconda fatica Skelliconnection. Non si trattava certo di qualcosa di trascendentale, ma quella artigiana alchimia delle sue umili e tradizionali atmosfere in bassa fedeltà viene oggi soltanto sfiorata. Poco è cambiato in questi due anni: fa sempre tutto da solo e quell’amore non celato per l’autore di Harvest non accenna a svanire – l’inizialeWillow Tree sfiora il plagio. Il disco nel suo insieme risulta fin troppo arzigogolato. Un’eccessiva stratificazione sonora, tra elettronica e strumentazione tradizionale - come vibrafono, campanellini ecc. – finisce per soffocare la trasognante intimità della maggior parte dei brani. Infatti le cose migliorano non poco quando è la semplicità a farla da protagonista. Cries Of The Dead, Molten Light, Rabid Bits Of Time e City Of Electric Light sono ottimi esempi di freschezza cantautorale in equilibrio perfetto tra tradizione folk e indie-pop, che avvicina VanGaalen all’ottimo David Kitt. Non è la sua capacità di scrittura ad esser messa in discussione, bensì i suoi arrangiamenti fin troppo invasivi. Soft Airplanestrappa comunque la sufficienza, ma che in futuro si eserciti con la sottrazione.

(6.0/10)

Scheda: Chad VanGaalen

Pubblicazione: 01 Settembre 2008

File under: songwriting pop-folk

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Andrea Provinciali
Andrea Provinciali (Album 2008)

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