Recensione
Broom Someone Still Loves You, Boris Yeltsin
Cover image
Indie rock Voti redazione e staff

Someone Still Loves You, Boris Yeltsin

Broom

Polyvinyl Records

Bookmark and Share Gallery

Un demo registrato in casa, a Springfield, Missouri, di cui ben presto si inizia a vociferare sui blog di mezza rete. Dieci canzoni, ed una, Oregon Girl, che finisce nella colonna sonora del telefilm generazionale The O.C.. Un subitaneo quanto strategico contratto per Polyvinyl, gli stessi brani rimessi a nuovo grazie ad adeguata produzione. E quel nome, ricercato ed enigmatico, che pare già annunciare, a chi solo lo scandisca, di essere al cospetto della più probabile next big thing in ambito indie americano.

La recensione, in realtà, potrebbe concludersi qui nonostante non si sia fatto cenno alcuno alle note che i solchi di Broom sanno diffondere. Difficile immaginare altro, con siffatti presupposti, se non un pop chitarristico in miracoloso equilibrio tra melodia e affettazione, intimità e lirismo, tradizione e spirito naїf.

Frammenti minimi di american way of life e un profluvio di “uuuh-uuuh”, “ahhhh-ahhhh”, “tu-tu-ru-ru”, “pa-ra-pa-pa-pa” - sembra mancare solo il proustiano “zut-zut-zut” al novero completo delle esclamazioni di giubilo alla vita - si incastrano tra l’incedere obliquo alla Pavement di I Am Warm & Powerful, le melodie cristalline in odor di Shins delle varie Pangea, House Fire e Travel Song in una continua gara a riscrivere, nel 2006, il pop perfetto di Beatles, Beach Boys e Burt Bacharach.

Chi è incline a questi suoni apprezzerà non poco, a tutti gli altri Broom sembrerà solo un buon disco: ma una canzone come Anne Elephant lascia presagire ottimi sviluppi.

(6.5/10)

Pubblicazione: 01 Ottobre 2006

File under: Indie rock

| Archivio
Vincenzo Santarcangelo
Vincenzo Santarcangelo (Album 2006)

Rss
copertina pdf #91