Oramai è risaputo che il video a supporto di un pezzo audio piuttosto che di un intero prodotto discografico acquista maggiore appeal agli occhi di coloro che, sempre più, necessitano di “sinestesia da terzo millennio” se l’immagine viene coordinata al suono. In realtà buona parte di questi “prodotti al quadrato” peccano di presunzione, di scarsa conoscenza dei generi contaminati, dei luoghi visivi o sonori a cui fanno, più o meno dichiaratamente, riferimento. E questo, ahimé, non vale solo per il contesto preso in esame. Ma non disperiamo perché, poi, a volte, giunge un prodotto come Silence di Rechenzentrum a rivalutare l’immenso lavoro di chi decide di sviluppare una riflessione più ampia data per immagini e suoni.
Il caso di questa produzione non è molto diverso da tante altre produzioni che scimmiottano il tipico, e furbo, prodotto audio-video da cassetta ma con alcuni punti di forza che lo rendono, indubbiamente, stimolante, piacevole e, in alcuni passaggi, anche sperimentale. La musica composta e prodotta da Marc Weiser e i visuals di Lillevan armonizzano il prodotto nel suo insieme, inserendolo in un repertorio che oltrepassa la semplice produzione live media a favore di un’intenzione in bilico fra l’ambientazione sonora e la videoanimazione. Un unico quadro nel quadro (bianco su nero o nero su bianco) all’interno del quale visioni di una natura incontaminata o di rilievi architettonici si intersecano su sovrimpressioni e astrazioni in dissolvenza.
L’immaginario visivo di riferimento spazia tra la migliore tradizione tedesca, partendo dalle acqueforti di Albert Dürer fino a giungere alle smaterializzazioni del “nuovo espressionista” Gerard Richter; allo stesso modo la musica pesca da una Storia intera, riproduce quasi tutto il milieu tedesco di intersezione rock/avanguardia, a partire dai Tangerine Dream, ma soprattutto citando il miscelatore post/ambientale dei Novanta (che prendeva a sua volta il kraut come riferimento).
Il risultato è una fusione, non un accompagnamento reciproco, dal momento che l’ambientazione sonora non ha la presunzione di elevarsi sopra l’immagine ma di affiancarla e di completarla al punto di non poterle più distinguere.
(7.0/10)
Scheda: Rechenzentrum
Pubblicazione: 01 Ottobre 2007
File under: Elettronica
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