Recensione
Surrounded By Silence Prefuse 73
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Hip Hop Voti redazione e staff

Prefuse 73

Surrounded By Silence

Warp Records

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Contaminare l’elettronica con le radici afro-americane dell’Hip hop o agevolare la trasformazione dell’hip hop attraverso una particolare attenzione per i suoni elettronici? Da qualsiasi punto di vista li si veda, questi due fenomeni rappresentano la doppia faccia di una stessa medaglia, due volti di uno stesso processo di cambiamento, del quale Scott Herren alias Prefuse 73 si fa portavoce autorevole da ormai cinque anni e tre dischi. Parlare di Prefuse non solo vuol dire fare riferimento a uno dei più significativi esponenti di un genere musicale che si rivolge a una “scena” ben precisa, ma anche a un nuovo modo di intendere la costruzione del ritmo. Estremizzando la più che collaudata tecnica del cut-and-paste, Herren costruisce il ritmo attraverso samplers distanti anni luce tra loro, prima frammentando la materia musicale per poi ricostruirla a proprio piacimento. Legato molto all’hip-hop e al soul, lo stile di Prefuse 73 inserisce nell’elettronica un elemento tipicamente “nero”, ritmico, fisico, quasi sempre escluso dal vasto panorama electro. Le atmosfere ambient si tingono di soul, il glitch va a braccetto con l’hip hop senza che nessuno dei due debba concedere qualcosa all’altro.

Surrounded by silence ha molto il sapore della svolta o, se non altro, di un cambiamento significativo. L’”ammorbidimento” delle sonorità, la predilezione per atmosfere soul e jazzy sono sintomi chiari di questa trasformazione, che prova a storicizzare l’hip hop, trasformandolo da genere autonomo a codice stilistico, elemento musicale a cui attingere, insieme di gesti musicali con degli specifici significati. Il rapping diventa un elemento musicale come gli altri, da plasmare e non da seguire.

La inusuale mole di collaborazioni (praticamente quasi una per brano) rende quest’album anche una sorta di sfida tra Scott Herren e la musica: gli artisti che offrono la loro voce appartengono a mondi musicali molto distanti, tenuti insieme dai collage di Prefuse 73. Si va dall’hip hop più “ghetto style” di Ghostface (Hideyaface) alle sperimentazioni vocali di Beans (Morale crusher), passando per le atmosfere soul di Now you’re leaving (con Camu) e il dream pop di we go our own way, con la splendida voce di Kazu Makino dei Blonde Redhead. Ma da solo Prefuse riesce a fare anche meglio, con piccoli gioielli electro (chiamati interludi) che si trasformano, di volta in volta, in deliri progressive (Silence interlude) o in pure sperimentazioni sui campionamenti (Rain edit interlude).

Una conferma e una novità allo stesso tempo: l’electro hip hop è nelle sue mani.

(7.5/10)

Scheda: Prefuse 73

Pubblicazione: 01 Marzo 2005

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2005)

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