Recensione
Wind In The Wires Patrick Wolf
Cover image
Pop Folk Voti redazione e staff

Patrick Wolf

Wind In The Wires

Tomlab DE

Bookmark and Share Gallery

Dall'altra parte della Manica ci avevano scommesso molto, e pure noi ci siamo giocati i nostri bei pound. Trascorsi due anni dal promettente esordio Lycanthropy, il poco più che ventenne Patrick Wolf, irlandese dalla precoce vocazione apolide, è tornato confermando ispirazione e talento grazie a un wave pop maggiormente bucolico ed emotional. Passato da una posa da profugo dell’era preindustriale ad un romantico primo piano sullo sfondo di bozzetti di pennuti (metafore dei due periodi che hanno caratterizzato la sua vita fuori e dentro la famiglia), Patrick torna con la calma e la sicurezza di chi ha buoni argomenti dalla sua parte, proponendoci una collezione di 13 brani che ha suonato e cantato praticamente da solo.

Come sue sono tutte le liriche, e ancor più quello stile che pur conservando un certo feeling per il gotico ha acquisito l’incanto del volo diurno. Wind In The Wires, vento nei fili di ferro, in equilibrio tra brio sampledelico e strumentazione cameristica, rispecchia un musicista a suo agio con una raffinatissima produzione, capace di curarne ogni aspetto, d’imbastire una effervescente coabitazione tra espediente digitale e respiro folk, quest’ultimo inteso come tradizionale retaggio sonico-culturale, campionario d’immagini, incubi, speranze e tremori pescati dal ripostiglio della collettività.

Il risultato è mirabile sin dall'iniziale Libertine (primo videoclip e singolo estratto), un brano di gotici cromatismi e ariose melodie mittel, patinati trotti western sullo sfondo e aggraziati riff di violino. Violino e mitteleuropea che soffiano anche tra le saltellanti luminarie di The Gypsy King (trepida concitazione rom, ukulele ed escrescenze elettrostatiche), nel romanticismo concitato di This Weather (metti Kurt Weill una sera a cena con Marc Almond) e tra le decomposizioni traditional di Ghost Song (impeto folk impastoiato in gelatina sintetica ed enfatici drappeggi d’archi). Nessun problema dunque a governare la materia secondo il caso: ridurre le dosi al minimo nel valzer ossuto di The Railway House (tocchi di piano e clap hand oltre all’ukulele) o calare una pressante ritmica sintetica sulla febbrile Tristan (sarabanda di simbionti fuzzy, strappi di ukulele, piano e organo, il canto a sussulti e strappi come a grattugiarsi una rogna acida Nick Cave), così come giustapporre andazzo pop-wave, trasporto folk à la Mike Scott (a proposito, The Wind In The Wires è anche un titolo dei Waterboys) e strisciante attitudine gospel (vengono in mente certi U2 “americani”) per confezionare la conclusiva Lands End.

Tracce che rimangono buone anzi buonissime prove di mestiere, episodi di cui il giovane Patrick può senz’altro andare fiero, ma è della sua scrittura che ci si può innamorare, scrittura che si dimostra eccelsa in occasione della struggente title track (un ballatone dalle tinte fosche per piano, archi e brezze radioattive) e, purtroppo, solo lì. Manca cioè quella stordente agilità compositiva diffusa che rendeva speciale il programma di Lycanthropy (anch’esso, come questo, sorta di concept allegorico/biografico), proprio come manca un hit wonder vero e proprio (Libertine alla fine è più charme che genio), assenze che l’evidente maturazione (la maggior padronanza dei mezzi, il consolidamento di quell’estetica lattiginosa a sangue caldo) compensano solo in parte. Usciamo dall’ascolto di Wind In The Wires quindi in possesso di questa soddisfazione interlocutoria, coscienti di aver “vissuto” un buon album, che non disattende né mantiene le tante promesse del predecessore, demandando ad ulteriori prove il compito di sancire l’effettiva statura del giovane licantropo

(6.7/10)

Scheda: Patrick Wolf

Pubblicazione: 01 Febbraio 2005

File under: Pop Folk

| Archivio
Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2005)

ON Tour
  • 21 Giugno Patrick Wolf
    Carroponte
    Milano
  • 22 Giugno Patrick Wolf
    Mojotic
    Genova
  • 23 Giugno Patrick Wolf
    Festival Spilla
    Ancona
Rss
copertina pdf #91