Pochi riescono ad armeggiare con l’immaginario del ciclico ripetersi dei semplici gesti quotidiani senza cadere nel banale, portandone anzi alla luce l’intrinseca bellezza. John Darnielle è sicuramente tra questi. Svegliarsi al mattino e ripetere, ogni mattino, quei piccoli rituali che separano dall’incontro con il mondo (“I Will Rise Up Early And Dress Myself Up Nice”). Da soli, se possibile, come Darnielle invita a fare sin dal titolo del suo ultimo lavoro (“The First Time I Made Coffee For Just Myself I Made Too Much Of It”).
Scrivere continuamente la stessa canzone, con una regolarità che sfiora il maniacale, ma ogni volta con cura rinnovata. Perché la giornata che attende è ogni giorno diversa (“I Leave As Soon As It Gets Light Outside”). Fare tutto da solo, con pochi strumenti, una chitarra, un piano discreto, percussioni mai invadenti. Cantare sotto voce (come nell’iniziale Wild Sage), senza che ciò impedisca a canzoni come Half Dead, Maybe Sprout Wings e Song For Lonely Giants di ergersi a classici del cantautorato contemporaneo.
Decisamente più solare rispetto al suo predecessore The Sunset Tree, e pervaso di insolita leggiadria anche nei testi, Get Lonelyè album che valutato in prospettiva storica non si faticherà a collocare tra le migliori produzioni dei Mountain Goats. Un piccolo rituale si aggiunge a quelli che ci separano dall’incontro con il mondo, è l’ascolto di Get Lonely al mattino.
(7.0/10)
Scheda: Mountain Goats
Pubblicazione: 01 Agosto 2006
File under: Indie folk
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