Recensione
The Brilliant Masses Monta
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Indie Pop Voti redazione e staff

Monta

The Brilliant Masses

Klein Records

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Monta? Chi mai sarà? Domande lecite sì, ma decisamente fuorvianti. Perché qui ciò che conta è la musica, ed essa sancisce sin da subito che ci troviamo di fronte ad un disco pop di tutto rispetto: raffinato, morbido e intimista al punto giusto. Dodici canzoni che parlano da sole. Non ci sarebbe altro da aggiungere. Ma se ci dilunghiamo è soltanto per rendere onore all’artefice di siffatta musica, cercando di contribuire in parte a conferirgli finalmente quella meritata visibilità che gli spetta di diritto. È il tedesco Tobias Khun – ex chitarrista e cantante dei Miles – l’unico titolare del progetto, che già da quattro anni si cimenta in solitaria sotto la sigla Monta. Nel 2003 gli bastò soltanto scavalcare il confine per trovare nell’austriaca Klein Records una fidata e lungimirante etichetta pronta a pubblicare con solerzia ogni sua uscita. Where Circles Begin (2004), il suo precedente album d’esordio aveva già mosso positivamente la critica. Ma l’eco mediatica non fu sufficiente a far incensare giustamente l’album. Il quale rimase così piacere di pochi eletti.

The Brilliant Masses riunisce in sé il meglio della musica pop indipendente, non negando però neanche una certa propensione verso una classicità di fondo. Si va dalle più nobili e intramontabili influenze britanniche a quelle più sofferte e sporche dell’underground statunitense, passando da un certo folk cantautoriale di ultima generazione. Il tutto frullato e riproposto originalmente grazie a una riuscita alchimia sintetica tanto immediata quanto figlia di un profondo lavoro di ricerca sonora. Khun riesce magnificamente a giocare dialetticamente con le dicotomie di pieno e vuoto, leggerezza e profondità, solarità e cupezza, da rendere l’album di facile e confortevole ascolto. In più di un’occasione vengono a mente i Beatles, Elliott Smith, i Notwist gli Sparklehorse e non ultimi i Death Cab For Cutie, soprattutto per la somiglianza vocale con Ben Gibbard. Infatti canzoni come Capitulate, Good Morning Stranger e Homecoming, debbono molto a tali marcate influenze. Ma la bravura di Khun sta proprio nel non far pesare certi influssi grazie ad una personalissima giustezza stilistica con la quale cura ogni particolare. Il suono non è mai sovraccarico, ogni sua componente sembra sempre ben dosata e ben misurata da non far registrare alcuna caduta di tono. È proprio l’essenzialità con la quale Monta costruisce i suoi mosaici pop a rapirci dolcemente. Come avviene prontamente nella delicatissima e struggente Everything e nella più immediata e trasportante How Does It Feel, sicuramente gli episodi più riusciti. Undici canzoni leggere, che si muovono in punta di piedi abbeverando la nostra sete di facili ma toccanti ascolti che assecondino teneramente le nostre giornate.

(7.5/10)

Scheda: Monta

Pubblicazione: 01 Febbraio 2007

File under: Indie Pop

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