Recensione
What's For Dinner? King Khan & BBQ Show (The)
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Garage Voti redazione e staff

King Khan & BBQ Show (The)

What's For Dinner?

In The Red Records

Dal cappello a cilindro di alcune etichette dedite per passione alla promozione di dischi dall’appeal commerciale vicino allo zero assoluto come la In The Red, saltano fuori delle vere e proprie gemme di follia.

King Khan, apolide stregone d’origini indiane, definito a ragione il Maharaja del soul o il figlio bastardo di Screaming Jay Hawkins, rappresenta l’ultima delle comete del r’n’r di questi tempi. E proprio al fagocitare tutto ciò che il rock ha prodotto nell’ultimo cinquantennio sembra dedicata l’attenzione del nostro che, in combutta con il degno compare BBQ (al secolo Mark Sultan, già con Les Sexareenos e Spaceshits), frulla in 40 minuti Buddy Holly e Screaming Jay Hawkins, Chuck Berry e i Cramps, l’r&b dei primordi e l’easy listening.

What’s For Dinner? è un’accozzaglia di boogie selvaggi dall’anima soul, melodie appiccicaticce di un anarchismo orgiastico suonate con un primitivo kit strumentale tra fede e eresia. Scorrono dunque ballatone pienamente fifties, come I'll Never Belong e Why Don't You Lie?, grezzi punk’n’roll à la Action Swingers (i più reietti transfughi del giro Pussy Galore) come in Zombies e Operation (tra l’altro cover dei Circle Jerks), il motivetto quasi Batman della title-track, i Ramones frullati di Blow My Top misti a reminiscenze anni 50 come una colonna sonora da Happy Days. Il tutto filtrato in salsa kitsch-curry, con tanto di turbanti in testa e orripilanti parrucche bionde en travesti.

Una musica arcaicamente garage ed etimologicamente boogie, cioè percussiva, sfrontata e libera di strabordare verso una delirante nuova/vecchia forma di canzone. Molto easy ma consigliatissimo sia dal vivo, sia per feste casalinghe.

(6.5/10)

Pubblicazione: 01 Settembre 2006

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2006)

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