Quattro lunghi ed austeri studi per sintetizzatore solo: questo, nel primo album per la Important Records della veterana delle macchine analogiche Jessica Rylan. Dismesso il moniker Can’t a cui ci si era abituati ad associarla come fosse un abito poco adatto alla situazione - l’ambiente è, qui - primo lavoro interamente strumentale per soli sintetizzatori - quello serioso ed abbottonato delle avanguardie storiche, degli studi fonografici, delle aule universitarie - la donna delle macchine si mostra completamente a proprio agio nel ruolo della teorica pura.
L’approccio, dunque, è scientifico come potrebbe esserlo quello di un Morton Subotnick o di una Pauline Oliveros, con tutti i distinguo del caso: le potenzialità dei sintetizzatori costruiti dalla stessa Rylan - soprattutto un vecchio Serge Modular modificato - sono investigate in un tour de force lungo quaranta minuti, con il rischio, sempre dietro l’angolo, di un’operazione fine a se stessa. Così, se Extraordinary, Timeless e Phantasia - tutte rimbrotti e richiami tra suoni al limite dell’udibile - paiono voleraggiungere esemplari in quel bestiario immaginario di landolfiana memoria che abbiamo chiamato in causa per spiegare la svolta dell’ultimo Rafael Toral, si resta piacevolmente sorpresi dalla chiusa di Interior Design: marcetta di chitarra svogliata su drum machine che chiude degnamente un viaggio arduo ma estremamente affascinante
(7.3/10)
Scheda: Jessica Rylan
Pubblicazione: 01 Gennaio 2007
File under: Avant
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