Clark Nova era il nome della perversa macchina da scrivere ne Il Pasto Nudo, libro di Burroughs e film di Cronenberg. Leggere l’uno e vedere l’altro non è necessariamente propedeutico all’ascolto di questo So Young, però di certo aiuta. È l’album d’esordio per il quintetto varesino, ma la loro idea sonica rivela una straordinaria messa a punto. Trattasi di un conglomerato ad alto tasso d’acidità, cupo e incendiario, cosmico e desertico. Garage contagiato wave, corroborato da brume soul e ragli tex-dark, sparato in orbita a furia di carburante stoner e allucinazioni neo-psichedeliche. Chitarre febbrili, basso impellente, percussività aggressiva e corposa, una trama d’inquietanti perturbazioni sintetiche, il canto assottigliato, radente, teatrale. A tratti sembra di sentire i Jesus And Mary Chain più nevrastenici alle prese con smanie Syd Barrett (il burrascoso struggimento di The Poser), altrove un bailamme acido Motorpsyco tra sogni adulterati Mercury Rev (nella torrida My Own Night). Talora ricorda il glam magmatico dei R.E.M. periodo Monster assieme a dei Gun Club cyberdark (la graffiante Mickey Mouse Was A FBI Agent), talaltra certo nocivo romanticismo Sonic Youth (Fancy). E che dire di quando trasforma il testo di How Does It Feel? degli Spacemen 3 in uno straniante incubo AIR (tra le insidie elettriche e le caligini valvolari di Escape To Interzone)?
Le ossessioni dei Clark Nova (quelle musicali già citate e quelle extra, come certa fumettistica noir, l’horror deviante, la sci-fi paranoide…) raggiungono un punto di fusione che non diventa mai confusione, grazie ad una bramosia di forma, di epifania, di “accadere” davvero invidiabile. In ragione della quale i due capolavori del disco “accadono” uno dopo l’altro con spudorata disinvoltura, sbalzandoti da un ventre noise/psych stregato (quella
Hot Wheelsche cova agnizioni
Kyusse allarme
Echo And The Bunnymen) ad un bluesone distorto trafitto da trombe davisiane, cigolii robotici, rimbombi percussivi e rifrazioni
Gastr Del Sol(la forsennata
Diagonal 461, Barcelona). Anche quando la temperatura cala (la liquida
Butterfly Oil, la bieca
By The Flame, il soffice tumulto della title track), è una falsa quiete, una tempesta nell’ombra, un agguato travestito da soul cavernoso, un rivolo che diventa emorragia. Sarà difficile confermare in futuro tanta intensità. Intanto però c’è il presente, ed è cosa buona.
(7.4/10)
Scheda: Clark Nova
Pubblicazione: 01 Marzo 2006
File under: wave rock
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